Compianto del Cristo morto

Scultore: Jacopo De Zoppo ( 1569-1649)
Progettista e pittore: Angelo Porta
Provenienza: Cripta di Santa Marta (Chiesa Parrocchiale di Ornavasso)
Materiale: Legno di pioppo
Anno di realizzazione: 1612
L’opera, commissionata dalla confraternita di Santa Marta al maestro Jacopo de Zoppo di Albo (frazione di Mergozzo) è l’esemplare più tardo dei gruppi dedicati al tema del Compianto sul Cristo morto che si trovano nella diocesi di Novara.
Questi gruppi scultorei, ispirati alle tematiche culturali controriformiste, si proponevano di coinvolgere i fedeli nell’esperienza religiosa attraverso l’immedesimazione emotiva della scena rappresentata, in cui erano unificati i momenti della deposizione e della sepoltura.
Le otto statue (scavate internamente) che compongono il compianto prendevano parte alla processione itinerante del venerdì santo che era organizzata dalla Confraternita di Santa Marta.
Nell’archivio parrocchiale si conserva il contratto siglato il 5 aprile 1611 tra i componenti della confraternita ed il maestro Jacopo de Zoppo, nel quale si stabilisce, che l’opera doveva essere terminata entro diciannove mesi, per un compenso di 64 scudi e che le statue dovevano misurare “almeno due braccia e mezzo” ed essere realizzate con legno di pioppo fornito dalla committenza. Inoltre il contratto cita il pittore Angelo Porta autore del disegno progettuale e della rifinitura pittorica.
Attorno alla figura del Cristo deposto sono disposti, a semicerchio, i personaggi intervenuti alla deposizione ed alla sepoltura: al centro è la figura della Vergine inginocchiata, alla sinistra una figura femminile colta nell’atto di asciugarsi le lacrime identificata come Maria di Salome , moglie di Zebedeo, madre di Giacomo il maggiore e Giovanni Evangelista rappresentato nella scena come un giovane imberbe, con sopra il capo l’aureola dorata con due saette; al fianco di Giovanni, in primo piano, è la statua di Giuseppe d’Arimatea che portò il sudario per avvolgere il corpo di Gesù e posarlo nel sepolcro.
A destra in sequenza partendo dal centro troviamo Maria moglie di Cleofa (fratello di San Giuseppe) in atto di preghiera, un personaggio maschile identificato come Nicodemo con le mani in posizione particolare per tenere degli oggetti: la tenaglia e i chiodi o degli unguenti. Partecipa alla scena Maria Maddalena o Maria di Magdala che è identificabile nella statua in primo piano inginocchiata con i capelli dorati sciolti.
L’impostazione teatrale delle figure, la ricchezza cromatica ed il preciso grafismo delle vesti restituiscono verosimiglianza alla scena mentre le espressioni dolenti ed il patetismo
dei volti, richiamano i fedeli alla partecipazione del dramma umano di Cristo.
Note sullo scultore: Giacomo Gianino detto del Zoppo nasce ad Albo (frazione di Mergozzo); inizia la carriera di intagliatore come apprendista presso la bottega dei fratelli Merzagora nel 1588. Trasferitosi poi ad Ornavasso nel 1612 scolpisce il gruppo statuario del Compianto e più tardi probabilmente l’altare della Madonna del Bosco; tra le sue opere più importanti il tabernacolo ed il ciborio della chiesa di Santa Maria a Viganella e, a Seppiana, l’ancora presso l’oratorio di Santa Marta nella chiesa di Sant’Ambrogio.

Scheda: Il Compianto del Cristo morto

Sheet: The lamentation over the dead Christ

Blatt: Traur um den toten Christus